Intervista Elena

Intervista a Elena Pieroni


Intervista a ... Elena Pieroni

di Cristina Cucciniello

- Questa volta è il turno della tua intervista...

francamente sono a disagio di fronte all'intervista: nonostante le mie esperienze nel campo cinofilo si stiano negli anni inconsapevolmente allargando, non mi sento ancora di definirmi un allevatore.

- Quando hai incontrato la razza?

Chi mi conosce sa del mio sfrenato amore per il bovaro del bernese, una razza molto diversa dal corgi ma comunque sempre un bovaro: Alla fine degli anni 80' mi avvicinai al mondo dell'esposizioni canine esclusivamente per incontrare il bernese, all'epoca ancor meno nota dei nostri corgi, in questa sede ho conosciuto il welsh corgi pembroke, una razza curiosa che sapevo ancor poco... nel dicembre del 1995 un 'amica mi presento' la storica riproduttrice Ripicca di Cambiano, da li' a poco in casa sarebbe entrato Ribaldo di Cambiano.

- Cosa ti ha attratto della razza?

Desideravo un cagnone grosso da abbracciare ma non potevo portarlo in casa a sorpresa a mia mamma che non voleva cani... ho visto nel corgi il cane di piccola taglia dal grande carattere, e comunque con una sostanziosa corporatura , insomma, un vero bovaro! cercavo un cane gestibile in appartamento ma allo stesso tempo uno sportivo da poter portare a passeggiare nei boschi; i suoi grandi occhi dolci mi intenerivano ogni volta che lo incontravo in espo' , occhi dolci ma allo stesso tempo sguardo intelligente e aria da furbetto... ero affascinata dalle mille storie leggendarie che si sente parlare del cavallino degli gnomi... era, in attesa del bernese, il cane assoluitamente adatto per me!

- L'esperienza piu' bella?

Ogni singolo cucciolo che ho visto nascere mi ha dato emozioni fortissime, e' sicuramente il giorno più emozionante, perche' ogni volta si prospetta in situazioni e problematiche differenti; dopodiche' vederlo crescere, educare, giocare assieme ai fratellini e la mamma e' una gioia immensa !
Sono esperienze indimenticabili che fanno "crescere" e ti insegnano, ma MAI bisogna pensare di aver imparato tutto... molto spesso possono trasformarsi in esperienze negative e traumatiche da dover oltrepassare.

- Qual'e' il ricordo più bello di questi anni accanto ai corgi e cosa ti ha dato in termini affettivi?

In questo momento il mio pensiero più bello va sicuramente a Ribaldo, il vecchietto di casa che ancora sento la sua presenza tra di noi, nonostante se ne sia andato a novembre alla bella eta' di 14 anni: insieme abbiamo trascorso tante ore assieme...lunghe passeggiate, giochi, nuove conoscenze fatte assieme, momenti indimenticabili della mia vita che abbiamo condiviso insieme...lui e' stato il mio primo cane tanto desiderato...ma e' impossibile parlare di lui in poche righe...

- L'esperienza piu' bella in esposizione?

caratterialmente non ho mai creduto ai miei soggetti di proprieta', sono molto critica, per questo ho saputo male sfruttare ogni bel risultato ottenuto al momento stesso...ringrazio chi mi ha stimolato e creduto in loro al mio mio posto. Ogni grande vittoria non la credevo possibile, ma sicuramente quella più indimenticabile e' stata la vittoria di Ribaldo all'Europea del 1998.
In realta' l'esposizioni mi hanno annoiata molto in fretta per svariati motivi, ma trovo che sia essenziale parteciparvi almeno nei limiti del possibili, per chi decide in qualche modo di allevare. Personalmente non solo limito la mia frequenza anche per motivi di gestire gli altri cani a casa, ma amo portare al campionato i miei soggetti con una sbalordativa lunga attesa di tempo, proprio per poter conoscere e vedere nel tempo i soggetti presenti nei ring per svariati anni. Le esposizioni devono essere un valido luogo dove gli allevatori e proprietari della razza dovrebbero confrontare il suo lavoro, non sempre attraverso la relazione scritta del giudice ma anche degli espositori stessi.

- Quando la prima cucciolata?

la mia prima fattrice Magalì (Minaccia nera di Cambiano)avrebbe dovuto dare alla luce la sua prima cucciolata nel 2002, in realta' fu un esperienza molto triste terminata con la morte ddi tutti i cuccioli dopo un parto cesario; esperienza che ripetetti un anno dopo con il solito triste risultato.
Ero veramente scoraggiata per come erano andate le cose, ma quegli esserini andati in cielo troppo presto mi dettero la forza di proseguire per avere delle soddisfazioni piu' belle.
Dovetti attendere la crescita di Emy (Memole di Cambiano)per avere finalmente la prima esperienza, negli anni ho imparato che le complicazioni non mancano mai, e ogni parto offre emozioni diverse!

- Il tuo corgi ideale?

Il mio motto e' "Bellezza, carattere e salute" , insomma ...bello, bravo e sano...
il cane che rispecchia lo standard, con delle preferenze personali di tipo , abbinato ad un cane privo di tare genetiche che colpiscano la salute del soggetto e ben equilibrato che sappia svolgere la mansione di buon compagno da salotto, guardiano come un cane da pastore e perche' noo?!!!... anche buon conduttore di mandrie !

- Il tuo miglior soggetto?

Il mio "lavoro" per la selezione della razza e' iniziato solamente adesso,e comunque proseguira' molto lentamente considerando che mi piace avere solo un piccolo numero di cani in casa... sono abbastanza umile e pignola da poter dire che ancora non sono contenta del pochissimo che ho fatto, anche se qualcuno adesso sicuramente si arrabbiera' di quanto ho detto, e sicuramente diranno l'incontrario!
adesso la mie aspettative vanno a certi giovani soggetti a cui credo e che spero riusciranno a darmi emozioni anche espositive!

- e... le tue preferenze personali di tipo, quali sono?

Domanda abbastanza cattiva, anche perche' non sempre le preferenze personali del tipo rispecchiano perfettamente il vero soggetto in standard, ma tuttosommato la bellezza e' soggettiva, basta mantenere gli altri due fattori importantissimi: salute e carattere.
Personalmente mi piacciono i soggetti di buona taglia anche per le femmine, bella testa con canne nasali non proprio "tipo fox",buon ossatura , ma allo stesso tempo il soggetto deve avere la sua tonicita' per avere un passo piu' ampio nel movimento...essenziale visto che abbiamo di fronte un cane da conduzione per il bestiame, quindi un soggetto di buona altezza. Come appassionata di bovari svizzeri, non posso non adorare i black and tan e teste nere, ma questo e' solamente una questione di gusto, perchè la costruzione del cane deve essere considerata piu' importante di un coloro e che si preferisce.


- Come e' migliorato l'allevamento del corgi in Italia?

Rispetto a 15 anni fa si puo' senza dubbio dire che la razza pembroke e' notevolmente migliorata dal punto di vista di costruzione, nonostante s'incontrino ancora soggetti "di tipo vecchio".
L'eccellente presentazione dovuta all'arrivo degli handler ha contribuito a veder sempre più cani molto piu' in ordine di pelo, puliti, e abbiamo scoperto che il corgi ha pure necessita' di una buona toilettatura (15 anni fa si pensava che bastava solo una energica spazzolata), riuscendo a evidenziare i pregi e cercando di smascherare i difetti.
Il fenomeno "Dragonheart" ha eccentuato l'importanza del movimento, ampio passo fondamentale per un buon cane da pastore.
Negli ultimissimi anni si sta' considerando per lo stesso motivo , l'importanza di un arto più alto.

- Alcuni consigli per il miglioramento continuo della razza pembroke?

Guardando i risultati espositivi che gli italiani hanno raggiunto, facendosi bene notare anche a l'estero di fronte a grandissimi esperti della razza, sembrerebbe ovvio che questo possa essere un bel punto d'arrivo, in realta' e' solo l'inizio di un lavoro fatto bene, ma che necessita di molto più lavoro da parte di tutti gli allevatori:sarebbe fondamentale conoscere bene le linee di sangue per quanto riguarda la riproduzione per capire bene cosa sarebbe necessario evitare e cercare di acquisire da un soggetto e l'altro, evitando accoppiamenti che malgrado il miglioramento di costruzione e movimento , porta in realta' delle tare genetiche spesso anche a livello di salute.
Ricordiamoci...bellezza, carattere e salute... ma per arrivare a ciò ci vorrebbe la reciproca collaborazione e continuo dialogo tra gli allevatori, senza dover nascondere difetti che ugualmente si notano nel tempo attraverso la prole.

Bene Elena, grazie di avermi concesso questa intervista!

Beh...da una giornalista era il minimo che mi potevo aspettare... ma credimi: vai a dare la caccia a persone più interessanti di me! ehehe, altrimenti tra qualche anno potresti trovarti coinvolta pure tu!