Intervista a Gianandrea Fasan (kennel "Corgilandia")
Di Elena Pieroni
Ciao Gianandrea...
che piacere sentirti!
dopo Antonio sei senza
dubbio l'allevatore "piu' anziano"
di corgi che ci sia in Italia
(ohime', ti prego, adesso non sentirti cosi'
vecchio!), per anzianita'
sai benissimo cosa intendo...
Beh! Premesso che sono uno che invecchia
male, per niente contento degli anni che passano, questa e' veramente
l'unica "anzianita'" della quale invece vado orgoglioso. Talmente tanto
che mi permetto di fare una piccola precisazione per dirti che il buon
Antonio e' davvero il piu' vecchio amatore della razza, ma non il piu'
anziano allevatore, perche' io ho iniziato prima di lui!!! Questa lunga
militanza e' un piccolo record del quale vado fierissimo e che ho tutta
l'intenzione di rendere il piu' possibile arduo da battere!
- In che
anno il tuo
primo incontro con il corgi, e quando e' arrivato il tuo
primo soggetto? parlaci
di lui...
Io non ho visto un Corgi per strada
e ho pensato che era un bel cane, ma l'ho scelto sui libri, per le sue
caratteristiche, che pensavo potessero sposarsi con le mie esigenze. Ho
messo via i soldi e non appena ho potuto accudirlo autonomamente l'ho
acquistato. Quindi il mio primo incontro vero e proprio con la razza e'
stato con Claude Roseo de Traine e il cane che aveva al guinzaglio. Mi
aspettava all'autogrill di Firenze per consegnarmi il cane e quando lo
vidi pensai "mazza', chebbellooo!" e gli chiesi se era quello il mio.
Lui rispose che quello era il suo campione inglese e mi consegno' una
specie di tubo della stufa con le zampe che aveva in auto. Ricordo che
mio padre non disse nulla ma poi mi chiese: "ma davvero tu hai pagato
per avere 'sta roba qui?"
Quella "roba li'" era Clody, compagno delle
scorribande dei miei vent'anni, siamo stati praticamente inseparabili
per 12 anni. Non mi mollava al lavoro, ne' all'universita', ne' durante le
mie serate....
- Mi sembra di capire che non hai avuto immediatamente
voglia di
allevare, cosa ti ha spinto a farlo, e in che anno?
Come
chi? Il Clody! Io veramente non avevo capito molto del mio futuro, nel
1981 cercavo soltanto quell' amico a 4zampe che avevo sempre
desiderato. Non so come sia successo, probabilmente la voglia di dare
una compagnia a Clody, almeno inizialmente. Ho fatto la mia prima expo
nel 1982, casualmente, perche' si teneva nella citta' dove abitavo. Altri
tempi! Gli addetti al ring d'onore che non mi facevano passare "con il
bastardino" e la Tina Violi Gussoni (che giudicava il raggruppamento)
che mi disse seccata "tiri su' quel cane!" perche' si sedeva mentre lei
lo guardava (e chi lo sapeva cosa voleva dire piazzare un cane????):
cossicche' io lo "tirai su" in braccio, tra l'ilarita' dei presenti.
Nell'84 la prima mondiale, l'amicizia con Edith Soltesz (Colwyn) che e'
tutt'oggi uno dei miei piu' grandi amici nella razza e il primo viaggio
insieme, nell'88, visitando gli allevamenti inglesi prima del giubileo.
Una strada ripercorsa sempre piu' spesso negli anni a seguire tornando
sempre a trovare le "mie Ladies" da riempire di domande piene di
aspettative.
Nell'89 finalmente ho coronato il sogno della femminuccia
"scelta" in Inghilterra, giusto in tempo per accorgermi che
probabilmente il buon Clody non era proprio, nonostante tutto, alla sua
altezza sul piano morfologico e iniziare a pensare presto pure a un
altro cane. Che poi fu Whisky...e da li' e' veramente iniziato tutto!
-
Domanda d'obbligo per i
nostalgici e curiosi del passato (N.B.
Chiaramente io per prima!): come ricordi
l'allevamento italiano di
quel tempo? che tipo di problematiche dovevate
affrontare rispetto a
oggi?
Tutto aveva decisamente un aspetto molto piu' "pionieristico". Il
gap qualitativo con i soggetti Inglesi era sensibile. I tempi per i
contatti e gli scambi erano estremamente dilatati (cosa non si puo' fare
oggi, grazie alla rete!) che spesso era piu' produttivo saltare in
automobile e "andare a vedere" di persona che non scrivere per
conoscere la eventuale disponibilita' dei soggetti. Accordarsi spesso
richiedeva mesi e si doveva soprattutto vincere la diffidenza che i
vecchi allevatori Inglesi avevano nei confronti dei cinofili Italiani.
Conosco la strada per Calais a memoria...
Questo pero' mi ha dato modo
di conoscere e intrattenermi piu' volte con molti vecchi "grandi"
dell'allevamento inglese. Bere alla loro fonte e' stato per me occasione
di forte crescita nella conoscenza non solo della Razza, ma anche di
quella che e' l'etica dell'allevamento stesso.
- Qual'e' il piu' bel
ricordo affettivo di tutti
questi anni in compagnia dei corgi?
Scott
e' stato un cane straordinario anche sul piano affettivo, un compagno
tenero e insostituibile.
Ma il grande amore della mia vita si chiamava
Peggy: Ci siamo conosciuti che lei aveva gia' tre anni e mezzo. Non
bella, con mezzo orecchio, non di quelle femmine che ti saltano addosso
e ti riempiono di baci. Molto tranquilla, non attaccava mai briga ma le
piaceva stare in pace. Russava e le puzzava il fiato pure. Era qui "in
vacanza" perche' Edith Soltesz, che abitava a Vienna, stava traslocando.
Doveva restare solo per qualche settimana ma si fermo' quasi sei mesi,
durante i quali adotto' la cucciolata di una femmina che aveva avuto
problemi dopo il parto. Si fece addirittura venire il latte.... non
chiedermi come, dal momento che non aveva cuccioli suoi. Lei non ha mai
riprodotto e quelli restarono i "suoi" unici bimbi. Mi accorsi di
quanto la amavo e quanto mi mancavano i suoi mezzi gesti quotidiani
solo dopo che se ne torno' a casa, come purtroppo nella vita accade a
volte anche con le persone delle quali ti accorgi del reale valore
soltanto dopo che le hai perdute. Peggy non fu fortunata e visse
ancora soltanto due anni, durante i quali pero' continuo' a dimostrarmi
il suo amore infilandosi nella mia auto o venendo a dormire (di
soppiatto) nel mio camper tutte le rare volte che ci si incontrava
nuovamente.
Dimmi scemo, ma io dico che era vero amore. Stavamo bene
insieme, ci eravamo scelti. Una curva del destino me l'ha portata via
pochi giorni prima che mi facessi forza e la chiedessi a Edith,
adorabilmente gelosissima di tutti i suoi cani. Curioso, Peggy anche in
quel modo mi porto' fortuna. La cucciolona che io sapevo che Edith
avrebbe gradito in cambio era Lara, che poi e' diventata una delle mie
fattrici di punta. E che e' la mamma della tua Iola, Elena! Se non fosse
stato per Peggy la tua Iola non sarebbe mai nata!
- Ed espositivo?
Magari ti stupira' ma la piu' grande emozione in expo l'ho vissuta da
spettatore: E' stata la Parata Dei Campioni al Golden Jubilee della
Welsh Corgi League nel 1988. Avevo i brividi e mi sembrava di tornare
bambino quando mio nonno mi metteva in braccio ai giocatori del Bologna
Football Club, ai miei miti. Dopo anni passati a consumare le foto
degli annuari della WCL finalmente vidi sfilare sotto il mio naso
tutti i grandi campioni del tempo. Le foto dei miei miti che prendevano
vita sotto i miei occhi. Tutti in un colpo, quanti corgi, quando alle
expo qui da noi era giaƬ una festa se vedevi un soggetto che non era il
tuo!!!
Subito dietro a questa, e prima fra le emozioni vissute
direttamente dentro al ring c'e' la riserva di BIS alla speciale per i
pastori inglesi del club Svizzero del 1991, con Whisky che aveva un
buco rosso senza pelo sulla coscia sinistra delle dimensioni di una
moneta.
I giudici erano 7 o 8 specialisti delle varie razze per quasi
800 iscritti e il Best in Show veniva giudicato da tutti assieme. Per
me suonava come una consacrazione, quel successo arrivava dopo il
titolo Europeo e quello Mondiale ma valeva molto di piu'.
Come
consideri
l'allevamento italiano odierno del pembroke?
Al di la' di
ogni piu' rosea e ottimistica previsione che mai avrei potuto fare, cosi'
lo giudico. In trent'anni di strada ne abbiamo fatta tanta, tantissima.
Come sai anche tu, quanto e' accaduto negli ultimi anni qui da noi non
ha precedenti nella cinofilia mondiale, per nessuna razza. Con una
produzione annua che si aggira sui 40 soggetti in tutto abbiamo una
qualita' che e' al top nel mondo. Anche se i nomi piu' conosciuti sono un
paio, anche gli altri non sono da meno e di recente si sono avvicinate
alla razza forze nuove con nuove interessanti importazioni. Questo non
significa che siamo arrivati, perche' nell'allevamento non si "arriva"
mai da nessuna parte, ma si percorre semplicemente una strada dove ogni
nuovo passo ha il suo valore, tutto da dimostrare.
Quale strada stai
tentando di
fare per avere un continuo miglioramento?
Sono convinto
che il miglioramento dei singoli allevamenti sia strettamente legato
alle sinergie tra gli stessi. Ho quindi cercato sempre di "dividere"
quel che avevo con coloro che ne erano interessati. In questo senso ho
"lasciato andare" diversi dei miei soggetti di valore anche all'estero
nella certezza che altri avrebbero potuto con gli stessi fare magari
meglio di me. Non si tratta di filantropia, ma di cinofilia! Che non e'
una scienza esatta, e che per questo ha bisogno di teste diverse che
conoscono la medesima materia ma che pensano e scelgono diversamente!
Negli ultimi anni sono andati all'estero un buon numero di figli di
Scott e Robbie e, grazie a loro. posso contare su di un concreto numero
di amici allevatori sparsi un po' su tutto il globo. Soprattutto in
quelle aree oggi "strategicamente" importanti per la razza, come gli
Stati Uniti e l'Australia, ad esempio. Le mie importazioni ed
esportazioni dell'ultimo anno sono parte di un lavoro che e' gia'
iniziato. Altri "semi" sono stati piantati, ora dobbiamo solo sperare
che... fioriscano!
- Il tuo cane di punta del momento?
Credo che in
questo momento il maschio che sta facendo meglio sia Geronimo, che ha
gia' 4 campionati e numerosi BIS all'attivo. Con l'ultimo, ottenuto
pochi giorni fa alla Speciale in Polonia, si e' guadagnato l'iscrizione
al Crufts anche per il 2010, dove finalmente penso ci saro'. Il
"ragazzo" si e' gia' ben distinto come riproduttore e al Crufts sara'
presente anche una sua figlia, mentre l'ultima nata, Tarantella, e' il
mio gioiellino di casa. Non amo esporre soggetti immaturi e in classe
giovani, quindi penso che per il suo esordio nei ring italiani
aspettera' ancora un poco.
Tra le femmine invece scelgo senza dubbio
Evangelyne, che ha chiuso un 2008 fantastico con il titolo Italiano e
quello Europeo a Budapest.
Bene Giangi (come affettuosamente gli
amici ti chiamano), vedi che non e' stato
difficile rispondere...
potremo farlo in futuro anche altre volte, magari
affrontando un
argomento diverso.
Grazie dell'intervista...
Che non sia stato
difficile lo dici tu! E' stato lungo, a tratti anche triste, ma alla
fine, divertente.
Difficile e' stato contenermi, la capacita' di sintesi
non e' propriamente tra le mie peculiarita'.
Ho comunque glissato su di
una buona dose di argomenti... per la prossima volta!!!
Grazie a te e a
tutti quelli che ci hanno letto sino a qui